Editoriale

Ricostruire le nostre nazioni con i principi del Regno durante la crisi Covid-19 (Graziano Crepaldi)

Cosa vuole dirci Dio in questa crisi mondiale? Le nostre comunità sono pronte per le emergenze e la persecuzione? Come possiamo costruire secondo i principi del Regno? Le prediche e i concerti in MP4 sono l’unico modo per discepolare i credenti? Cosa facciamo quando i nostri idoli (inclusa la religione) sono in pausa? Come ci stiamo preparando alla prossima sfida?

Queste sono alcune domande che i credenti si pongono mentre l'Europa combatte la recente crisi del Coronavirus. Nonostante gli sforzi che si stanno compiendo per aiutare i Paesi a recuperare la loro “vita normale”, molti dei leaders e delle autorità si sentono impotenti ed incapaci di dare soluzioni ai problemi odierni. In questi giorni abbiamo sentito molte persone che sperano e pregano affinché Dio riporti il nostro mondo a gennaio 2020, prima che “l'inferno si scatenasse sulla terra”. Ci ricordiamo come erano le nostre nazioni in quei giorni? L'Europa era politicamente stabile in quel periodo? Come stavano l'economia e la sanità? Com’erano i nostri piani nutrizionali ed il nostro sistema immunitario? In che condizioni erano le nostre chiese ed i nostri rumorosi gruppi cristiani? Siamo stati in grado l'anno scorso di riflettere l'immagine di Cristo e di vedere la nostra società trasformata attraverso il messaggio del Regno di Dio? Lo sapete che nel mondo, dall’inizio dell’anno, più di 100.000 persone si sono suicidate, 400.000 sono morte per HIV/AIDS, 600.000 per problemi dovuti all’alcool, più di 1.200.000 a causa del fumo e 10 milioni a causa dell’aborto? Purtroppo dobbiamo riconoscere ed ammettere che il Covid-19 non ha portato nuovi problemi ma ha ingigantito ferite che già erano presenti da molto tempo nella nostra vita, nelle nostre nazioni e nelle chiese. Oggi c'è un'incredibile curiosità nello scoprire che cosa ci sia davvero dietro questa nuova pandemia ed il rischio è che non comprendiamo cosa Dio voglia insegnarci attraverso questa tempesta. Molti profeti e pastori sono molto impegnati a “proteggere Dio” e ne sono diventati i portavoce personali, per assicurarsi che la gente non abbandoni il sistema religioso e perda la fede! In realtà la Bibbia dice qualcosa di diverso: “...dobbiamo entrare nel regno di Dio attraverso molte tribolazioni” (Atti 14:22).

Bisogna che tutto questo avvenga!
Dio ci ha chiaramente insegnato, nella sua Parola, come gestire le crisi e le stagioni difficili della nostra vita. In Mt 24:1 Gesù decise di lasciare il tempio e le tradizioni religiose (con i suoi virus) prima della crisi del Covid-19. “Dio non abita in edifici fatti da mano d’uomo” (Atti 7:48). I discepoli erano così scioccati e confusi da ciò che Gesù aveva detto, da indurli a credere che il mondo fosse arrivato alla fine! Essi presero coraggio e gli chiesero: “Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente?” (Mt. 24:3). La Sua spiegazione è stata: “Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che tutto questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie (PESTILENZE) e terremoti in vari luoghi; ma tutto questo non sarà che principio di dolori.” (Mt 24:6-8). A questo punto Gesù non ha inviato loro un video di cospirazione, non ha detto loro di prendere la chitarra e di cantare un canto di lode dal loro balcone, non ha fatto appello al loro spirito nazionale, non ha affrontato i demoni dietro il virus e ha usato l'autocontrollo nel non dare loro un insegnamento in 10 punti su come far sopravvivere le loro chiese (templi) senza programmi. La spiegazione di Gesù era semplice, diretta e di nuovo molto poco chiara... bisogna che tutto questo avvenga! Sì, avete capito bene: a volte Dio non ci dà una risposta perché non deve rendere conto a noi su ciò che permette e non permette che accada in questo pazzo mondo! Dio non ha debiti con nessun uomo!

Fare attenzione ai falsi profeti
Nei vs.11-13 Gesù ci ha dato un avvertimento importante per la situazione odierna: “Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. Poiché l'iniquità aumenterà, l'amore dei più si raffredderà. Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato”. Cristo sembra essere più concentrato sul virus della malvagità e della mancanza di amore, che fa ammalare i nostri cuori, e meno delle catastrofi imminenti che ci preoccupano tanto. Egli sapeva che il problema della nostra società deve essere affrontato dalle radici. Noi abbiamo un bisogno urgente dell’antidoto che Lui ha offerto gratuitamente (senza ticket farmaceutico) sulla croce che ci riporterà alla vera vita. Gesù non vuole che ci confondiamo con profezie sbagliate. Devo ammettere che per molti anni ho pensato che i falsi profeti non fossero un problema così rilevante, fino a quando non è arrivato il Coronavirus e in pochi giorni abbiamo iniziato a ricevere centinaia di messaggi che rischiano di portarci lontano dai principi del Regno. In queste settimane abbiamo visto molte persone che sono diventate passive o iperattive ed alcuni sono più religiosi di prima, perché hanno iniziato ad assimilare e credere a messaggi sbagliati. Nell'Antico Testamento la sfida principale di Neemia veniva dai falsi profeti (Neh. 6:10-14). Questi strani amici hanno cercato, in nome di Dio, di fargli interrompere i suoi progetti e di incoraggiarlo a nascondersi nel tempio! Questo evento mi ricorda innumerevoli situazioni negli ultimi anni in cui abbiamo lavorato duramente per addestrare le persone a fare discepoli che fanno discepoli e purtroppo siamo stati rallentati da profeti ed intercessori che ci hanno detto di fermarci nel nostro lavoro, perché quello che stavamo facendo era troppo pericoloso per il popolo di Dio. Loro volevano usare le persone per grandi eventi di preghiera e di canto (adorazione?) comunitario! Noi amiamo la preghiera ed i movimenti di preghiera, ma se vediamo la vita di Neemia, possiamo osservare che lui è stato un uomo capace di trasformare la preghiera in azione (Neh. 2:5). È chiaro a tutti che dobbiamo pregare ed ascoltare profeticamente, ma dobbiamo anche trasformare le nostre petizioni in azioni apostoliche concrete. Questi sono i veri fondamenti apostolici e profetici della Chiesa (Ekklesia) di Cristo come è scritto in Efesini 2:19.

Essere fermi e fiduciosi nel mezzo della tempesta
Gesù era interessato a sapere se i suoi discepoli fossero in grado di resistere alla tempesta e di conservare la propria fiducia in Lui. Cristo non predicava il vangelo della prosperità ma disse loro: “vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo avete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33). In queste settimane abbiamo ricevuto messaggi dall'Italia di diverse persone (tra cui medici e infermieri) che si sono convertiti a Dio ed alcuni di loro hanno condotto i propri pazienti a Cristo solo poche ore dopo essere loro stessi entrati nel Regno! Un ospedale è stato costruito e attivato (senza tangenti e burocrazia) in poche settimane, quando normalmente ci vorrebbero almeno 10 anni di lavoro! Alcune nuove aziende sono state aperte da persone semplici che, invece di lamentarsi delle mancanze e dei problemi del governo italiano, hanno deciso di usare idee creative per portare soluzioni valide ai problemi di oggi. È chiaro che a nessuno di noi piacciono le tempeste, ma dobbiamo ammettere che quello che sta uscendo da questa tempesta inizia a piacerci molto!

Predicare il Vangelo del Regno a tutti i popoli
Un altro desiderio che Gesù aveva era che “...il Vangelo del regno fosse predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine!” (Mt. 24:14). Questo significa che tutti i gruppi etnici dovrebbero ascoltarlo e riceverlo prima possibile. Sapete che oggi ci sono ancora più di 7.000 gruppi etnici che non hanno mai sentito parlare di Cristo? Nel mondo circa 3 miliardi di persone non sanno come dare un reset alla loro vita di peccato! È così triste che la Chiesa occidentale investa oggi solo lo 0,01% delle sue finanze in questa visione, mentre molte più risorse vanno in programmi per l’”l'intrattenimento spirituale”. In queste settimane abbiamo un’incredibile finestra aperta per condividere il messaggio di Cristo a molte persone intorno a noi! Forse diventare testimoni di Cristo, potrà diventare un'abitudine per molti e dopo che la crisi sarà finita, continueremo a farlo fino a confini della terra! (Atti 1:8).

Essere sempre pronti per il Suo ritorno
In Mt. 24 e 25 (come anche in Luca 21 e Marco 13) è molto chiaro che Gesù vuole dirci, da molto tempo, che noi dobbiamo essere sempre pronti per il suo ritorno e Lui vuole anche che siamo forti nella fede per sopportare le situazioni difficili che arriveranno a breve. In questi versetti leggiamo che dobbiamo essere fedeli operai, non aver paura di rimanere fermi in Dio, aiutare i poveri e portare buoni frutti per il Suo Regno. Negli ultimi 2.000 anni ci sono state diverse epidemie nel mondo, dove milioni di persone hanno perso la vita. In quelle circostanze difficili la vera Sposa di Cristo è sempre cresciuta. I veri discepoli furono spinti ad alzarsi, ad uscire dai loro templi, ad aiutare le persone in difficoltà, a condividere le loro risorse, a predicare il Vangelo del Regno e a camminare nello Spirito nel mezzo della tempesta!

Siamo agli arresti domiciliari, ma veramente liberi nel Regno di Dio
Negli ultimi mesi i principali idoli “libertà e indipendenza” della nostra società occidentale sono stati fortemente confrontati. Le persone, spinte a seguire le istruzioni date dai leader, devono mettere da parte i loro bisogni e le loro motivazioni egoistiche, per prendersi cura delle loro nazioni. Questo suona incredibilmente normale e sano, non è vero? Una persona che ama Dio ed è stata discepolata, sa che la sua vera libertà si trova nell'obbedienza amore- vole a Dio ed ha imparato a sottomettersi alle autorità (Rm.13:1) pregando continuamente per loro. Noi sappiamo che la vera soluzione al problema Covid-19 si trova unicamente in Dio e nel suo Regno. Questo è stato il tema centrale degli insegnamenti di Cristo sulla terra. Il concetto di Regno di Dio nel suo senso originale e puro è stato perso nel nostro mondo moderno, perché tutti i prototipi sono stati sostituiti dalla religione, oppure sono stati semplicemente abbandonati. Il Regno di Dio comprende molti principi (standard) che, se considerati attentamente e vissuti in profondità, produrranno i benefici del vivere in esso. L'opera di trasformazione di Dio nella nostra vita non ha l'obbiettivo di renderci parte di un qualsiasi gruppo religioso, ma vuole farci cittadini del suo Regno, “una nazione santa” ed “un popolo eletto” (1 Pietro 2:9) che si distingue per i suoi scopi sulla terra. Per la maggior parte dei credenti è difficile comprendere la realtà che Cristo sia il nostro Re già nel mondo di oggi, perciò molti di noi semplificano le cose pensando che Egli sarà Re quando noi andremo in cielo. Purtroppo molti non hanno ancora avuto una rivelazione che Egli è il nostro Re qui e ora sulla terra. La Bibbia dice che questo Regno di Dio è un vero Regno con diritti di alleanza per i suoi cittadini, statuti, leggi e persino un governo. Questa è la legge su cui l'apostolo Paolo disse: “...sono sotto la legge di Cristo” (1 Cor. 9:21). La Bibbia dice che questo governo, guidato da Cristo Re e dai suoi veri discepoli (coloro che obbediscono a Cristo), regnerà su tutte le nazioni della terra per mille anni. “Il regno del mondo è passato al nostro Signore e al suo Cristo ed egli regnerà nei secoli dei secoli” (Apocalisse 11:15). Nell'era Covid-19 se entriamo e viviamo nel Suo Regno “Il Signore ci metterà alla testa e non alla coda. Saremo sempre in alto, e mai in basso, se ubbidiremo ai comandamenti del Signore nostro Dio” (Deut. 28:13). Dio ci fornirà le risorse, le idee e le soluzioni necessarie che il mondo non ha e non può comprendere. In questa stagione impegnativa Dio ci aiuta e ci userà per l'opera del suo Regno. In tutto il mondo siamo impressionati dal coraggio e dall'audacia di alcuni credenti, che in queste settimane stanno aiutando le loro città con progetti sociali e atti di misericordia. A Wuhan (Cina) le chiese in casa locali, che solo pochi mesi fa erano perseguitate dal governo, sono state ufficialmente ringraziate per il loro prezioso contributo durante la crisi del Coronavirus!

Dio vuole (ri)costruire la Sua Ekklesia sul buon fondamento di Cristo
Il Padre ha promesso di ricostruire ciò che è stato distrutto e di reinstallare ciò che è stato rimosso: “Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i costruttori” (Salmo 127:1). Il nostro Dio si è dimostrato sempre un giudice giusto, potente e corretto. Egli ha promesso e dimostrato la Sua opera di redenzione in modo altrettanto paziente, compassionevole e misericordioso. Egli è Colui che ricostruisce e l’opera di restaurazione è già iniziata nelle nostre vite quando ha mandato suo Figlio nel mondo. Dio ha promesso di farci rinascere in Cristo, dandoci un cuore nuovo e portandoci in una nuova alleanza. Invece di distruggerci, come meritavamo, ha messo il suo Figlio sulla croce (Giovanni 3:16) al posto nostro. Invece di abbattere le nostre pietose difese e scuse insufficienti, ha mandato suo Figlio ad essere colpito al posto nostro (1 Cor. 11:23-26). Invece di rovesciare la nostra ribellione su di noi e di gettarci nell'inferno, ha gettato il Suo prezioso Figlio in mani inique per essere crocifisso (Atti 2:23). Gesù aveva anche un mandato di costruzione apostolica, che descrisse con le parole: “edificherò la mia chiesa (Ekklesia), e le porte dell'Ades non la potranno vincere” (Mt 16,18). La parola Chiesa (Ekklesia) non era affatto un'espressione religiosa, ma politica. Il popolo ai tempi di Gesù capiva molto bene il termine; faceva parte del loro vocabolario laico. Era una “assemblea legale”, un raduno che rappresentava la città o una regione. Cristo stesso è l’architetto e il capomastro, e solo chi ha una rivelazione di Lui sarà utile per la costruzione del Suo edificio. Il nostro compito nel progetto di costruzione è diverso, noi siamo chiamati a fare discepoli e a “insegnare loro a osservare tutte quante le cose che ci ha comandate.” (Matteo 28:20).

Ricostruire nella nostra vita
Dio vuole ricostruire ciò che è ancora rotto in noi ed insegnarci il segreto della contentezza quando affrontiamo qualsiasi sfida o delusione. Lui vuole darci saggezza, discernimento, pazienza e gioia nell’ opera che ci ha chiamati a compiere e ci vuole purificare da ogni peccato che ci inquina. Se noi chiediamo a Lui e ci fidiamo, saremo “come un albero piantato vicino all’ acqua, che distende le sue radici lungo il fiume: non si accorge quando viene la calura e il suo fogliame rimane verde; nell’ anno della siccità non è in affanno e non cessa di portare frutto” (Geremia 17:7-8). Se non siete ancora credenti, questo è il momento di rivolgersi a Dio, perché “...nessuno può vedere il Regno di Dio se non è nato di nuovo” (Giov. 3:3). Se siete solo dei credenti e non dei discepoli, prendete una decisione radicale oggi e contattate dei credenti maturi, che siano disponibili ad aiutarvi a fare alcuni passi importanti per la crescita. Queste persone pregheranno per voi e vi aiuteranno ad essere guariti e liberati, in modo che possiate lasciare il vostro passato, e ciò che vi ha ferito, nelle mani di Dio. Coloro che sono più maturi nella fede potrebbero fare una lista di persone che vorrebbero raggiungere e chiedere a Dio di mostrare loro chi dovrebbero iniziare a discepolare individualmente. Il discepolato non è un passaggio di conoscenza biblica da mente a mente, ma è una scuola del carattere. Per questo Paolo disse alla chiesa di Corinto che loro avrebbero avuto bisogno di più padri e meno di insegnanti (1 Cor. 4:15). Nel processo di discepolato Dio vi renderà impavidi, soddisfatti e porterete frutto, anche in un periodo straziante di confusione e preoccupazione.

Ricostruire nella nostra famiglia
In queste settimane potresti trovarti con più tempo del solito per la famiglia. Le politiche di distanziamento sociale in vigore in molte nazioni hanno obbligato le persone a lavorare in casa, molti stanno passando giornate intere con la propria famiglia. Questa è un’opportunità incredibile per ricostruire le nostre relazioni essenziali nei principi del Regno e confortarci, amarci ed incoraggiarci preparandoci alle prove (attese ed inaspettate) che ci attendono in futuro. Dio vuole aiutarci a portare armonia e guarigione in relazioni difficili e potremmo condurre finalmente i nostri figli, o le nostre figlie, nel Suo Regno. È risaputo che molti dei nostri problemi sociali affondano le loro radici nella disgregazione delle nostre famiglie. Molte coppie e famiglie hanno bisogno di un aiuto esterno per lavorare ai loro conflitti e con umiltà devono coinvolgere dei responsabili spirituali (e consulenti matrimoniali) per poter risolvere conflitti di lunga data e molti problemi di comunicazione di coppia. In questo modo potremmo trasformare la nostra famiglia in una chiesa in casa e mettere in pratica la Parola di Dio nelle nostre mura amiche e nella nostra vita quotidiana.

Ricostruire nella nostra comunità
Dio è interessato a ricostruire le nostre comunità e le nostre chiese. Il centro della Chiesa non è un programma ma il rapporto con Dio e la comunione fraterna. Gesù non aveva bisogno di un edificio per moltiplicare discepoli. Egli ha modellato una chiesa dove i credenti si riunivano in piccole unità e come vediamo in Atti 2 i discepoli erano abituati a pregare, studiare gli insegnamenti di Cristo e degli apostoli, mangiare e condividere la vita insieme. Circa 20 anni fa Dio ci ha detto di andare in questa direzione, perché in futuro non avremmo più potuto avere riunioni in gruppi estesi (e comunque la chiesa senza mura era il tipo di comunità che Gesù ha vissuto). In queste settimane siamo incoraggiati nel vedere come la maggior parte dei nostri gruppi continui le varie attività ed i progetti come se tutto intorno a noi fosse normale. Le persone di alcune delle nostre comunità in giro per l’Europa ed in Asia hanno deciso da anni di lavorare e vivere insieme, condividendo risorse, facendo riserve mirate di cibo e vitamine e persino trovando fonti di energia alternative! Un altro elemento importante nella Chiesa in questo tempo è la questione dell'unità. I credenti ed i pastori sono entusiasti, perché i nuovi eventi di preghiera online sembrano aver portato la sospirata unità, che molti cristiani sognavano da decenni. Noi speriamo che sia tutto vero, ma non dobbiamo dimenticare che, nella Bibbia, la vera unità non si raggiunge attraverso le riunioni ed emozioni, ma attraverso lo Spirito Santo che opera in noi, particolarmente morendo a noi stessi ed i responsabili sono chiamati a formare i credenti “fino a che tutti giungiamo all'unità della fede e della piena conoscenza del Figlio di Dio, allo stato di uomini fatti, all'altezza della statura perfetta di Cristo” (Efesini 4:13). In altre parole: l'unità che perseguiamo è l'unità nella verità e nel cammino della croce. Paolo incoraggia i credenti a renderlo felice “...avendo un medesimo pensare, un medesimo amore, essendo di un animo solo e di un unico sentimento” (Filippesi 2:2 e 4:2). Dio ci permetterà di essere in armonia gli uni con gli altri solo quando saremo “...in accordo (accordati) con Cristo Gesù” (Romani 15:5).

Ricostruire nel nostro lavoro
In questi giorni di incertezza, dovuta all'epidemia mondiale, gli affari vanno male e molte aziende stanno fallendo a causa della recessione economica. Noi non dobbiamo dimenticare che la crisi del coronavirus colpisce in particolare i poveri più di altre fasce della popolazione. Milioni di lavoratori autonomi stanno perdendo l’occupazione ed il reddito che gli permettono di vivere. Le persone che lavorano a giornata, o con contratti part-time, non hanno reti di sicurezza sociale ed in una situazione di isolamento potrebbero trovarsi senza sostentamento e ad avere un accesso limitato all'assistenza sanitaria. Questa è un'opportunità unica per poter dare inizio ad un “business del Regno” usando saggezza, compassione e creatività. Un’azienda del Regno è un’impresa diretta dallo Spirito Santo e gestita da discepoli di Cristo, che usano il loro tempo, i loro talenti ed il denaro per soddisfare i bisogni spirituali e fisici della comunità che li circonda promuovendo gli obbiettivi di Dio. Noi stessi abbiamo pregato e deciso dopo alcune settimane di muoverci e avviare un nuovo business, per aiutare le persone ad avere una nutrizione sana per avere sblocchi fisici in modo che molti possano trovare una nuova speranza in Dio. Inoltre ci stiamo preparando per la prossima crisi (che sarà economica e con un accesso limitato ad internet) e abbiamo avviato alcuni gruppi di lavoro per discutere idee e visioni su come lavorare a progetti lavorativi ed abitativi alternativi per situazioni di emergenza.

Ricostruire nella nostra nazione
Noi siamo chiamati da Dio a ricostruire le nostre nazioni distrutte, in modo da riconciliare le profonde e crescenti divisioni razziali, a portare la pace nell'ostilità internazionale, ad ostacolare i piani dei governanti malvagi, a mettere a tacere le minacce di guerra, a portare il messaggio del Regno di Dio ai leader della nostra nazione, ad avvicinarsi a coloro che soffrono e alle famiglie che hanno perso la speranza nel futuro. Fare discepoli di tutte le nazioni (Mt 28:18) significa mettere la volontà di Dio al di sopra della nostra. Ci vuole impegno e sacrificio, ma se mettiamo il Regno di Dio al primo posto (Mt. 6:33), Egli provvederà a noi, mentre noi facciamo la Sua opera nel mondo. L’avere una mentalità del Regno inizia con la consapevolezza che non siamo noi al centro di tutto. Dio non ha bisogno di noi per compiere la Sua volontà nel mondo, ma ci invita ad unirci alla Sua missione e ci santifica in Cristo attraverso il nostro servizio in ubbidienza. Quando diversi leader, comunità e gruppi lavorano insieme per raggiungere l’obiettivo più grande del Regno, l'impatto nelle nostre regioni e città sarà esponenziale. Noi siamo discepoli di Gesù e sappiamo che il nostro Salvatore è pienamente responsabile degli affari delle nazioni.

Dio ci ha dato la missione di Cristo e il Suo mandato nel “...recare una buona notizia agli umili; ...fasciare quelli che hanno il cuore spezzato, ... proclamare la libertà a quelli che sono schiavi, l'apertura del carcere ai prigionieri, ...proclamare l'anno di grazia del Signore, il giorno di vendetta del nostro Dio; ...consolare tutti quelli che sono afflitti; per mettere, per dare agli afflitti di Sion un diadema (CORONA) invece di cenere, olio di gioia invece di dolore, il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto, affinché siano chiamati querce di giustizia, la piantagione del Signore, per mostrare la sua gloria.” (Isaia 61).

Il fatto interessante è che di questi tempi parliamo molto del coronavirus ma, forse, se riuscissimo a guardare un po' meglio dietro questa corona inizieremo presto a vedere arrivare il Re!